Una pelle ecosostenibile fatta con il…vino!

Una pelle ecosostenibile fatta con il…vino!

Negli ultimi anni è cresciuta moltissimo l’attenzione dei consumatori nei riguardi della sostenibilità e dei diritti degli animali: sempre più persone, infatti, si sono rivolte ad un mercato “alternativo”, dove la pelle ha origini vegetali e i materiali utilizzati per forgiare abiti e oggetti sono riciclabili ed ecocompatibili.

Questo, ovviamente, è stato possibile anche grazie ai progressi che le nuove tecnologie hanno reso realtà: inizialmente, infatti, la pelle sintetica o vegetale era molto fragile, poco resistente e non offriva la stessa esperienza di quella animale. Oggi, invece, si può accedere a varietà molto compatte, solide e longeve senza nemmeno dover dare fondo al portafoglio.

Una proposta interessante è, sicuramente, quella proveniente dai laboratori della Vegea, un’azienda tutta italiana, nata nel 2016, che sviluppa ed ingegnerizza tecnologie e processi basati sull’utilizzo di biomasse, valorizzando gli scarti dell’agroindustria, incentivando l’utilizzo di risorse rinnovabili e focalizzandosi sulla creazione di biopolimeri innovativi.

Pelle vegetale dagli scarti del vino

È proprio della Vegea l’idea che ha portato alla realizzazione di una particolare pelle completamente biodegradabile, ottenuta lavorando gli scarti del vino.

Tutto è nato constatando che la produzione mondiale di vino ha sede, per il 18%, proprio nel nostro Paese: trovare una soluzione d’impiego per gli scarti di lavorazione, che sono di massiccia entità, poteva essere la carta vincente. Si è pensato, allora, alla vinaccia, quell’insieme di raspi, semi, bucce che si accumulano durante i processi di produzione; d’altro canto le stime erano incoraggianti: da 26 miliardi di litri di vino prodotti ogni anno si ottengono ben 7 miliardi di Kg di vinaccia che, a loro volta, forgerebbero 3 miliardi di metri quadri di pelle vegetale!

Wine Leather: cruelty free e green

La linea Wine Leather, com’è stata battezzata, si ritrova ad essere, in piena linea di pensiero Vegea, libera da sostanze tossiche, cruelty free (assolutamente sganciata da qualunque concetto, diretto o indiretto, di sfruttamento animale) e, soprattutto, green, ottenuta dalla lavorazione di scarti e, quindi, attraverso un saggio riciclo di biomasse; inoltre, sicurezza e standard di qualità sono garantiti da protocolli interni e testing delle materie prime, che garantiscono anche il rispetto delle normative europee.

Questo tipo di conduzione aziendale riguarda, ovviamente, anche i coloranti scelti per ampliare gamma di colori disponibili.

Presente e futuro

L’idea di Vegea è stata messa subito “a maturare” per evolvere in nuove proposte; per questo, sono stati chiamati in causa anche altri professionisti del settore che potessero dare un contributo decisivo: maestri artigiani ed ecodesigner, infatti, si stanno occupando di realizzare varianti che siano in grado di dare vita a borse, scarpe, abiti, mentre  industrie tessili e cantine vinicole hanno in mano la questione dell’industrializzazione del processo.

Ma non è tutto, lo spirito creativo dell’azienda spinge in direzioni ancora più ampie: packaging, trasporti, arredamento, rivestimenti e addirittura motori.

Cosa riserverà il futuro? Non resta che restare aggiornati sulle evoluzioni del progetto.

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Simona Vitagliano
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Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole. Blogger, Copywriter, Editor. Tutor di Matematica e Fisica. Napulegna.

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