Roma da scoprire: riapre il Roseto

Roma da scoprire: riapre il Roseto

Roma è una di quelle città che non basterebbe una vita per visitarle tutte, perchè sono piene zeppe di storia, di novità e di tradizioni: un mix di passato, presente e futuro che è difficile trovare in altri posti del mondo.

Per i suoi estimatori ed i suoi “inquilini” abituali, inoltre, da questa primavera, c’è un altro posto pronto ad incantare e rilassare: parliamo del Roseto Comunale, un luogo che sembra appena uscito da una fiaba e “incollato” nel mondo reale.

Storia

Il Roseto Comunale di Roma è stato istituito nel 1931, per ordine del Governatore, il principe Francesco Boncompagni Ludovisi, a sua volta sollecitato della contessa Mary Gayley Senni.

Inizialmente era ubicato sul colle Oppio, presso il Colosseo, ed era costituito da circa 300 piante; nel 1933, poi, fu istituito il Premio Roma per le Nuove Varietà di Rose e la contessa ne curò diverse edizioni fino al 1954.

Purtroppo, nel frattempo, si infiammavano gli animi per la Seconda Guerra Mondiale e questo giardino fiorito andò completamente distrutto.

La sua seconda ubicazione fu, così, Valle Murcia: fu ricostruito in un sito molto speciale, poichè si trattava di un’area dove, dal 1645, aveva avuto dimora il cimitero ebraico (fino al 1934), definito “Ortaccio degli Ebrei” che, una volta spostato, lasciò campo libero agli “orti di guerra” per poi restare incolto nel dopoguerra. Nel 1950, quindi, il Comune, in accordo con la comunità ebraica, decise di ricreare il roseto, pur conservando alcune caratteristiche nella struttura a ricordo di ciò che era stato ospitato, in passato, da quel luogo.

Il Roseto, oggi

Il parco adibito a Roseto si compone di circa 10.000 metri quadrati, disposti su un leggero declivio, dove sono ospitate addirittura circa 1.100 specie di rose; la chicca è un settore dove questi fiori sono catalogati (come “rose botaniche”, “rose antiche” e “rose moderne”) in modo da tracciare l’evoluzione della rosa sin dai tempi più remoti, fino ad oggi.

Ma c’è molto più di questo.

Esemplari rari, pregiati e poco conosciuti, specie primordiali risalenti a 40 milioni di anni fa, passando per provenienze molto lontane, dall’Estremo Oriente al Sud Africa, alla Nuova Zelanda e alle Americhe; rose “storiche” come quelle utilizzate per profumi ed essenze che fiorivano già a Paestum e Pompei secoli fa, la rosa “Peace” (in italia “Gioia”), divenuta, appunto, simbolo della pace perchè utilizzata come ornamento sui tavoli delle trattative della Conferenza di San Francisco, quando si chiuse il secondo conflitto mondiale; rose peculiari, come la Mutabilis, che cambia 7 volte colore in 5 giorni o la Chinensis Virdiflora, dagli stranissimi petali verdi, che la lasciano somigliare quasi ad un carciofo, o la bellissima Rosa Foetida che, come si intuisce dal nome, è piuttosto maleodorante.

Apertura

Di solito il parco è aperto al pubblico, per l’intera giornata, in tutto il periodo primaverile e in parte di quello autunnale.

Quest’anno ha aperto il 21 Aprile e resterà a disposizione dei visitatori fino al 17 Giugno, per godere della piena fioritura del periodo.

Un tripudio di profumi e di colori che fa bene al cuore e alla mente.

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Simona Vitagliano
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