Alla scoperta delle terme di Bagni San Filippo

Alla scoperta delle terme di Bagni San Filippo

A guardarle sui social, le fotografie che corrispondono all’hashtag #BagniSanFilippo sembrerebbero mostrare dei temerari pronti a immortalarsi in selfie azzardati, vestiti di un semplice costume e adagiati su distese bianche di quel che sembrerebbe essere, a tutti gli effetti, ghiaccio. In realtà, le cose stanno molto diversamente e questo posticino in Toscana, alle pendici del Monte Amiata, è tutt’altro che gelido.

Geologia

I Bagni San Filippo sono noti per il loro potere curativo sin dai tempi dei romani: infatti, nella struttura della società di questi nostri importantissimi antenati, le terme possedevano un ruolo di primaria importanza, anche a livello sociale.

Ad oggi, il sito si compone di uno stabilimento termale (a pagamento) e di un’area libera (il Fosso Bianco con la tipica concrezione calcarea che viene comunemente chiamata “La cascata della balena bianca“), che altro non è che un torrente immerso nel bosco, e fatto di pozze, dove confluiscono svariate sorgenti ed è concesso, per tutto l’anno, fare il bagno.

Le acque si ritrovano sempre ad una temperatura di 48°C circa e, grazie ai minerali disciolti all’interno, si rivelano perfette fonti analgesiche, antinfiammatorie, miorilassanti per le articolazioni e fluidificanti per le mucose. Risultano, inoltre, ottime per la cura di patologie osteo-articolaridermatologiche, relative alle vie respiratorie e ad orecchio, naso e gola.

La curiosità è che nella zona free, molte delle vasche di cui si può usufruire sono state create dall’uomo ma “cementificate” proprio dallo scorrere di quest’acqua calcarea ed argillosa; inoltre, sul loro fondo si sono formati naturalmente dei fanghi le cui proprietà sono note nei riguardi della pelle.

Lo stabilimento a pagamento

La parte a pagamento del sito offre, invece, un’ampia gamma di trattamenti curativi, tra inalazioni, nebulizzazioni, aerosol sonico o ionizzato, docce nasali micronizzate, balneoterapia e fangoterapia (scelte soprattutto da chi soffre di osteoartrosi o malattie dermatologiche). Infine, è possibile usufruire della piscina termale e del centro benessere, per ulteriori trattamenti beauty viso-corpo.

Tra storia e leggende

L’intero sito è immerso in una zona di grande interesse paesaggistico e naturalistico, tanto che è stato oggetto delle attenzioni di personaggi illustri, a partire dall’antica famiglia de’ Medici; anzi, fu ristrutturato la prima volta proprio da uno di loro (Cosimo I), nel 1566.

Ma ci sono almeno due curiosità che vanno raccontate, riguardo a questo luogo, di cui una è quella che ne contiene l’etimologia.

Si dice, infatti, che il nome di questo complesso termale provenga dal monaco Filippo Benizi, priore dei Servi di Maria, che venne designato dal conclave di Viterbo per diventare Papa. Il religioso, però, persona umile e riservata, oltre che assolutamente lontano dalla concezione del “grande potere terreno”, decise di sfuggire a questo suo destino scritto, rifugiandosi in eremitaggio proprio qui, in una grotta, intorno al 1269. Secondo alcuni sarebbe stato lui a compiere il miracolo dello sgorgo delle acque termali, ipotesi confutata dal fatto che si sa, con estrema certezza, che il potere benefico del sito fosse già noto ai romani secoli addietro.

L’altra curiosità, invece, riguarda la cosiddetta “balena bianca“,  cominciata a formarsi a partire dagli anni ‘60, quando le acque di scarico dello stabilimento, inizialmente rilasciate più a valle, vennero indirizzate nell’attuale posizione; ritrovandosi ad essere molto calcaree, avrebbe avuto inizio questa “costruzione naturale” che trae il suo nome dalla celebre balena Moby Dick, grazie alla particolare forma generata dall’insieme delle sue concrezioni.

Un posto che vale la pena visitare almeno una volta nella vita.

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Simona Vitagliano
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